Quest'Italia non è un Paese per donne.
È un paese che sembra un brutto film degli anni Cinquanta.
È un paese che sembra un brutto film degli anni Cinquanta.
Per contrastare l'immagine delle donne creata e diffusa da ben noti "vitelloni" (ogni riferimento a uomini incapaci e reali è puramente casuale), la regista di questo spot, Francesca Comencini, e la sua protagonista, Angela Finocchiaro, invitano le donne italiane a manifestare il 13 febbraio 2011 mostrando "nude... le proprie facce". Il perché della manifestazione, di cui parla anche la Repubblica in questo articolo, è spiegato in una chiara lettera aperta:
"L’enorme maggioranza delle donne in Italia lavora, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni, nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono.
Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che, va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia, hanno costruito la nazione democratica.
Per tutto questo non è più tollerabile la ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni scintillanti mete e facili guadagni attraverso il degrado di sé.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando in maniera irreparabile la convivenza della nazione e l’immagine stessa in cui dovrebbe rispecchiarsi la sua coscienza civile e religiosa.
Così senza rendercene quasi conto, abbiamo travolto la soglia del comune senso della decenza.
Il modello di vita e di relazione tra donne e uomini, espresso dalla figura che occupa uno dei vertici dello stato, induce un corrompimento delle coscienze di cui si avverte ormai la terribile profondità.
Se gli uomini vogliono continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private tale stato di cose, lo facciano a loro vergogna.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore del nostro comune sesso e di non assistere passivamente allo scempio della loro, della nostra dignità."
Speriamo solo che alla manifestazione non si unisca il Cavaliere, che come si sa è un grande amico ed estimatore delle donne, con questa bandiera...

1 commento:
Altro articolo, le donne non ci stanno:
http://www.giornalettismo.com/archives/112293/la-rabbia-delle-donne-in-italia-e-berlusconi-ad-essere-un-errore-della-storia/
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