Come ogni anno, infatti, Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) aprirà gratuitamente, per nove giorni, tutti i luoghi statali dell’arte: monumenti, musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche, organizzando
giovedì 31 marzo 2011
Settimana italiana della cultura
Come ogni anno, infatti, Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) aprirà gratuitamente, per nove giorni, tutti i luoghi statali dell’arte: monumenti, musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche, organizzando
martedì 29 marzo 2011
La Vespa oggi compie 65 anni: auguri!
La Vespa è uno storico modello di scooter della Piaggio presentato sul mercato il 29 marzo 1946.
Il nome, famoso in tutto il mondo, sembra sia nato da un'esclamazione di Enrico Piaggio che alla vista del prototipo esclamò: "Sembra una vespa!", per via del suono del motore e delle forme della carrozzeria.
E, come scrive Omar Calabrese su una delle tante pagine ufficiali, "mai nome fu più adatto ad un oggetto. La vespa, infatti, è un insetto simpatico: individualista, indipendente, amante della natura, anche se pericoloso e improduttivo (visto che non fa il miele). Si muove velocemente, senza sosta, un po’ dappertutto, quasi ad interpretare quel che dice l’etimologia (to scoot significa filar via alla svelta). La fortuna di questo onomastico è stata d’altronde straordinaria. Era un nome comune, è diventato nome proprio di un veicolo, ma poi è stato capace di ritornare ad essere di nuovo nome comune (si dice infatti “la” Vespa, ma anche “una” Vespa), e anzi qualche volta viene impiegato anche a coprire più genericamente veicoli non prodotti dalla Piaggio. Nella storia, mi pare che qualcosa di simile sia capitato solo all’aspirina. Come ogni nome fortunato, la Vespa ha anche “messo su famiglia”. Nella stessa linea sono stati infatti chiamati nell’ordine Ape, Moscone e Grillo altri tre veicoli Piaggio. Tutti insetti, a far proseguire l’idea di un piccolo motore (e del suo ronzio) che vola dovunque e comunque."
Dal '46 a oggi la Vespa è diventata un vero e proprio oggetto di culto.
Auto a due ruote del primo dopoguerra, bandiera della rivoluzione giovanile, acclamato simbolo di stile in equilibrio sulla tradizione, la Vespa è qualcosa di più che lo scooter più venduto nel mondo, o un significativo simbolo del design italiano: è un irripetibile fenomeno di costume che accompagna la storia italiana dal 1946 ad oggi. Questa storia la potete leggere nel libro:
O anche percorrere attraverso le immagini di numerosi film, ad esempio:
Vacanze romane (1953)
"Caro diario, c'è una cosa che mi piace fare più di tutte".
Cosa? Guardatelo:
Cosa? Guardatelo:
Ma la Vespa è una diva anche in Quadrophenia (1979), Il talento di Mr. Ripley (1999), La Carica dei 102 (2000), American Pie (1999), Respiro (2002), The Interpreter (2005), ...
Insomma, forse oggi è proprio il caso di cantare insieme a Lunapop: "Ma quant'è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi!"
giovedì 24 marzo 2011
Omaggio alla canzone italiana
Sergio Dalma è un celebre cantante pop spagnolo. Canta in spagnolo e in catalano (è nato nei dintorni di Barcellona), e negli ultimi album, grazie anche a una collaborazione con Biagio Antonacci, ha reinterpretato alcuni successi della musica italiana, rendendoli celebri in Spagna e in Sudamerica: Mi Historia Entre Tus Dedos (cover de La Mia Storia Tra Le Dita di Gianluca Grignani), Maravillosa Criatura (versione tradotta del successo di Gianna Nannini), Así Celeste (eseguita in duetto con Zucchero), ed altre ancora.
Questo percorso continua nel suo 14° album intitolato Via Dalma: registrato a Milano, questo disco contiene dodici famosissime canzoni popolari italiane degli anni '70/'80 riadattate in castigliano (tranne Ancora Tu di Lucio Battisti, eseguita in italiano).
Sono canzoni che "mi ricordano la mia infanzia, quando vivevo con i miei genitori, appassionati di musica italiana". Anche a me!
Da questo lavoro è stato estratto come singolo di traino Tú, tra i più celebri cavalli di battaglia di Umberto Tozzi (guarda qui l'originale)
Sono canzoni che "mi ricordano la mia infanzia, quando vivevo con i miei genitori, appassionati di musica italiana". Anche a me!
Da questo lavoro è stato estratto come singolo di traino Tú, tra i più celebri cavalli di battaglia di Umberto Tozzi (guarda qui l'originale)
Eccovi l'elenco dei brani dell'album, con accanto il riferimento alla canzone originale italiana:
1 - Bella Sin Alma (Bella Senz'Anima / Riccardo Cocciante)
2 - Yo Caminaré (Io Camminerò / Umberto Tozzi)
3 - Tú (Umberto Tozzi)
4 - El Jardín Prohibido (Il Giardino Proibito / Sandro Giacobbe)
5 - Sábado Por La Tarde (Sabato Pomeriggio / Claudio Baglioni)
6 - Soy Un Italiano (L'Italiano / Toto Cutugno)
7 - De Amor Ya No Se Muere (Non Si Può Morire Dentro / Gianni Bella)
8 - Corazón Gitano (Il Cuore È Uno Zingaro / Nicola Di Bari)
9 - Mi Libre Canción (Il Mio Canto Libero / Lucio Battisti)
10 - Por Elisa (Per Elisa / Alice)
11 - Pequeño Gran Amor (Questo Piccolo Grande Amore / Claudio Baglioni)
12 - Ancora Tu (Lucio Battisti)
Noa - Noapolis (2011)
E intanto Noa canta Napoli. La cantante israeliana infatti proprio in questi giorni sta presentando anche qui in Spagna il suo ultimo album, Noapolis, di cui potete scoprire qualcosa in più leggendo questa intervista sul quotidiano "Il Mattino", oppure ascoltando le sue parole in questo video dalla "Repubblica - TV".
Si tratta insomma di musica tradizionale napoletana: ascoltate per esempio la sua versione di "Torna a Surriento" per farvi un'idea.
Qualcuno di voi conosce altri cantanti che recentemente si sono ispirati alla canzone italiana?
lunedì 21 marzo 2011
Respiriamo l'aria, è la primavera!
Oggi è cominciata una nuova primavera.
Festeggiamo con immagini, parole e suoni più o meno conosciuti dedicati alla stagione più bella dell'anno!
Probabilmente pochi di voi conoscono la canzone di Marina Rei,
o quella di Luca Carboni (cliccate qui).
O la filastrocca di Gianni Rodari:
Filastrocca di primavera
più lungo è il giorno, più dolce la sera.
Domani forse tra l'erbetta
spunterà la prima violetta.
...Oh prima viola fresca e nuova
beato il primo che ti trova,
il tuo profumo gli dirà,
la primavera è giunta, è qua.
Gli altri signori non lo sanno
e ancora in inverno si crederanno:
magari persone di riguardo,
ma il loro calendario va in ritardo.
Invece scommetto che quasi tutti avrete ascoltato almeno una volta Vivaldi:
E quasi tutti conoscete l'omonimo e magnifico dipinto del Botticelli, che da qualche tempo, grazie a Google Art Project, possiamo ammirare in ogni suo dettaglio qui davanti al computer senza bisogno di andare al Museo degli Uffizi.
martedì 8 marzo 2011
Otto marzo.
Perché proprio oggi?
Racconta una leggenda metropolitana, ancora molto diffusa anche se falsa, che a inizio secolo a New York, 129 operaie dell'industria tessile Cotton decisero di scioperare per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. L'8 marzo, il proprietario avrebbe bloccato le porte della fabbrica per impedire loro di uscire e queste 129 donne sarebbero morte a causa di un incendio doloso. Ma non è esattamente per questo che si è scelto l'8 marzo come giornata di lotta internazionale, poi accolta in tutto il mondo come simbolo del riscatto femminile. Invito chi vuole scoprire le origini della giornata internazionale della donna a leggere, per esempio, questo articolo di Wikipedia. Perché la mimosa?
L'Italia l'8 marzo si colora di giallo, la mimosa invade strade, scuole, uffici e case. È il segno di come questa festa, come quasi tutte le ricorrenze, ha assunto un significato commerciale accanto a quello storico originale. Gli uomini ne comprano un ramo e la regalano alle donne per celebrare questa giornata. La scelta di utilizzare la mimosa come simbolo della festa della donna risale al 1946, quando le organizzatrici delle celebrazioni romane, in coincidenza con la fine della seconda guerra mondiale, cercavano un fiore di stagione a buon prezzo.Perché ricordare e celebrare?
Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice del programma televisivo Report, parla dello status delle donne oggi in Italia, nel lavoro e nella società ai microfoni di LifeGate Radio.Vi ricordo che anche qui ne abbiamo parlato, per esempio nel post "Se non ora, quando?".
#interview Milena Gabanelli, Report. 8 marzo 2011
by LifeGate Radio
E ringrazio in anticipo per gli auguri! ;)
by LifeGate Radio
Perché in questo blog?
Si tratta sempre di imparare qualcosa di più della nostra lingua e cultura... quindi ecco qualche esercizio per voi. Chi vuole mettere alla prova il suo lessico con un esercizio di comprensione scritta, può approfittare di quello pubblicato dai colleghi di Impariamo Italiano, cliccando qui. E per chi ama e rispetta le donne... vi invito a scrivere, lasciare un commento descrivendo alcune qualità femminili come regalo a noi tutte.
In questo modo oggi sarà faremo di questo blog una festa al femminile, non femminista, in cui avremo l'occasione di rispettare e curare la qualità dei nostri pensieri e di come decidiamo di esprimerli in italiano.
In questo modo oggi sarà faremo di questo blog una festa al femminile, non femminista, in cui avremo l'occasione di rispettare e curare la qualità dei nostri pensieri e di come decidiamo di esprimerli in italiano.
E ringrazio in anticipo per gli auguri! ;)
lunedì 21 febbraio 2011
Perché Sanremo è Sanremo...

Ho deciso di dedicare al festival appena concluso il nuovo post. Ovviamente non sono né la prima, né l'unica, né sarò l'ultima... e anche per questo preferisco indicarvi un percorso attraverso le parole di altri, piuttosto che ripeterle.
Vi chiedo di cominciare leggendo quest'esaustivo articolo di colleghi che mi hanno preceduta di poco.
Poi vediamo insieme: cos'è il Festival?
"Uno degli spettacoli canori più popolari in Italia", scrivono i colleghi di Italian News Clicks. I critici a dire il vero dicono che ogni nuova edizione fa rimpiagere la precedente... sarà proprio per questo motivo che io da anni non lo guardo più? E voi lo avete visto? Perché?
In ogni caso, potete guardarlo ora, sul sito di Rai1.
E visto che si tratta di canzoni, vi invito almeno ad ascoltate i brani che hanno vinto quest'anno, entrambi dedicati all'amore-molto originale l'argomento, no?
Roberto Vecchioni con "Chiamami ancora amore"
e Raphael Gualazzi con "Follia d'amore" nella categoria "giovani"
Qualcun'altro (mi dispiace, ma ora non ricordo chi) ha definito Sanremo "una grande narrazione" che riassume la nostra storia: come il memorabile monologo di Roberto Benigni, che ha dedicato 52 minuti più seri del solito a parlarci dell'Inno di Mameli e del Risorgimento. Interessante la lettura che ne fa Magnablog; in ogni caso, prima della visione diretta del suo intervento al Festival, vi consiglio di rivedere il recente post "Fratelli e sorelle d'Italia" profeticamente dedicato allo stesso argomento. Poi giudicate un po' voi.
Ispirata da un altro blog, concludo con una citazione:
“Se noi dobbiamo risvegliarci una volta e riprendere lo spirito di nazione il nostro primo moto deve essere non la superbia, né la stima delle cose nostre presenti, ma la vergogna.”
Questo lo ha scritto, centottant'anni fa, Giacomo Leopardi. E io lo ripeto, modificando la domanda (l'Italia, s'è desta?) in un'esortazione.
Italia, sveglia!
lunedì 14 febbraio 2011
Venezia a 360º
Ocholeguas.com ci offre la possibilità unica di poter viaggiare comodamente seduti davanti allo schermo, muovendoci come vogliamo. Stanno pubblicando una serie di splendide immagini interattive a 360 gradi, facendoci viaggiare nello spazio e nel tempo. E la prima città che possiamo visitare in questo modo affascinante e meraviglioso è Venezia, la Serenissima.
Cammina in lungo e in largo per Piazza San Marco,
(Attribution: 'HDR San Marco Square - New gallery+on+www.lucamoglia.it'
http://www.flickr.com/photos/23277160@N04/4964580341)
Edit image: in house or using Picnik
attraversa il Ponte di Rialto,
(Attribution: 'Rialto Bridge'
http://www.flickr.com/photos/45383134@N00/2037042691)
naviga per i canali senza bisogno di una gondola,
(Attribution: 'Venice 02'
http://www.flickr.com/photos/50135984@N00/1422925319)
fermati un momento in un salottino del Café Florian,
(Attribution: 'Interior del Florian'
http://www.flickr.com/photos/37781180@N00/3005437951)
o passeggia di fronte all'Accademia.
Il tutto con il vantaggio di essere solo invece che in mezzo a un sacco di turisti, e senza il rischio di trovarti con l'acqua alta. Basta solo avere tempo e voglia di fare qualche click sui link che vi ho trascritto.
giovedì 10 febbraio 2011
Un posto al sole
Ciao a tutti, visto che a lezione in questi giorni studiamo il passato, ho pensato di scrivere un po'. Oggi vi parlo di una serie tv che io guardo, ma che di solito, per le sue caratteristiche si chiama Soap Opera, cioè una serie tv, di lunga durata, che si chiama UN POSTO AL SOLE (UPAS in avanti).
UN POSTO AL SOLE è stata la prima soap opera prodotta in Italia, e anche quella che fino ad oggi ha raggiunto più puntate, lo scorso aprile è arrivata alle 3000 puntate.
La soap è nata nell'ottobre del 1996 e raccontava le vicende degli abitanti di Palazzo Palladini, situato a Posillipo di fronte al vulcano Vesuvio di Napoli.
Questo palazzo aparteneva al Conte Giacomo che abitava in uno degli appartamenti, ma propio nella prima puntata muore lasciandolo a sua figlia Anna, della quale viene a sapare che è sua figlia poco prima della morte.
Anna si trasferisce al Palazzo insieme ai suoi amici. Lì si innamora del nipote del Conte, con il quale ha avuto una storia d'amore, ma dopo tante avventure.
In questi primi anni UPAS si è occupato varie volte di diversi temi sociali, che raccontavano in parte la realtà di Napoli, eccone alcuni:
1- Camorra: Nel 1998 e per vari messi, le imprese dei Palladini sono state sotto l'occhio dei Morraca una famiglia di Camorristi. Anche uno dei personaggi é stato ucciso per non rispettare gli ordini della famiglia.
2- Adozione: Qui si racconta da anni la storia di un bambino della Bulgaria che arriva in Italia ed è adottato dalla famiglia Poggi, oggi questo ragazzo va all'Universitá.
3- Tossicodipendenza: Soprattutto all'inizio c'era Luca, il dottore del Palazzo, al quale il giorno delle nozze viene uccisa la fidanzata, e per molti mesi ha grossi problemi con l'alcolismo. Anche il giovane Diego ha avuto grossi problemi con la droga, perché ha fatto uso di cocaina.
4- Delinquenza: Questo argomento è stato sempre presente nella soap, sia per quella giovanile, che per gli stupri nelle strade della cittá. Anche Rita, la moglie del portiere del Palazzo, é stata ucissa dopo aver dichiarato per far arrestare un giovane delinquente.
La soap dopo l'anno 2003 é molto cambiata per assomigliare alle soap degli Stati Uniti, che tanto ascolto hanno in Italia. UPAS viene tramessa alla 19:35 circa (ora delle Isole Canarie) su RAI 3. I primi anni andava in onda alle 18:30 H, poi una puntata di 2 ore la domenica, fino a che nel 2000 rimane sempre alle 19:35, e dura 25 minuti dal lunedì al martedì.
Nelle prime 3 stagioni TV, non aveva la pubblicità, ma dopo l'anno 2000 viene interrotta dopo i primi 5-7 minuti per fare degli spot pubblicitari.
La prossima volta vi scriverò del mio personaggio preferito, cioè il portiere Raffaele.
UN POSTO AL SOLE è stata la prima soap opera prodotta in Italia, e anche quella che fino ad oggi ha raggiunto più puntate, lo scorso aprile è arrivata alle 3000 puntate.
La soap è nata nell'ottobre del 1996 e raccontava le vicende degli abitanti di Palazzo Palladini, situato a Posillipo di fronte al vulcano Vesuvio di Napoli.
Questo palazzo aparteneva al Conte Giacomo che abitava in uno degli appartamenti, ma propio nella prima puntata muore lasciandolo a sua figlia Anna, della quale viene a sapare che è sua figlia poco prima della morte.
Anna si trasferisce al Palazzo insieme ai suoi amici. Lì si innamora del nipote del Conte, con il quale ha avuto una storia d'amore, ma dopo tante avventure.
In questi primi anni UPAS si è occupato varie volte di diversi temi sociali, che raccontavano in parte la realtà di Napoli, eccone alcuni:
1- Camorra: Nel 1998 e per vari messi, le imprese dei Palladini sono state sotto l'occhio dei Morraca una famiglia di Camorristi. Anche uno dei personaggi é stato ucciso per non rispettare gli ordini della famiglia.
2- Adozione: Qui si racconta da anni la storia di un bambino della Bulgaria che arriva in Italia ed è adottato dalla famiglia Poggi, oggi questo ragazzo va all'Universitá.
3- Tossicodipendenza: Soprattutto all'inizio c'era Luca, il dottore del Palazzo, al quale il giorno delle nozze viene uccisa la fidanzata, e per molti mesi ha grossi problemi con l'alcolismo. Anche il giovane Diego ha avuto grossi problemi con la droga, perché ha fatto uso di cocaina.
4- Delinquenza: Questo argomento è stato sempre presente nella soap, sia per quella giovanile, che per gli stupri nelle strade della cittá. Anche Rita, la moglie del portiere del Palazzo, é stata ucissa dopo aver dichiarato per far arrestare un giovane delinquente.
La soap dopo l'anno 2003 é molto cambiata per assomigliare alle soap degli Stati Uniti, che tanto ascolto hanno in Italia. UPAS viene tramessa alla 19:35 circa (ora delle Isole Canarie) su RAI 3. I primi anni andava in onda alle 18:30 H, poi una puntata di 2 ore la domenica, fino a che nel 2000 rimane sempre alle 19:35, e dura 25 minuti dal lunedì al martedì.
Nelle prime 3 stagioni TV, non aveva la pubblicità, ma dopo l'anno 2000 viene interrotta dopo i primi 5-7 minuti per fare degli spot pubblicitari.
La prossima volta vi scriverò del mio personaggio preferito, cioè il portiere Raffaele.
lunedì 7 febbraio 2011
Fratelli e sorelle d'Italia
Per festeggiare l'anniversario dei 150 anni di unità, in Italia abbondano le manifestazioni e celebrazioni istituzionali.
Chi in questi giorni guarda la TV italiana vede questo filmato che festeggia attraverso il motto: "Nata per unire", sulle note fischiettate dell'inno nazionale.
Lunedì 31 gennaio 2011, al Teatro Gobetti di Torino (luogo dove l'inno nazionale fu suonato per la prima volta), l'orchestra sinfonica nazionale della Rai ha suonato "Fratelli d'Italia" diretta dal maestro Giovanni Allevi. "Un viaggio lungo 150 anni tra le righe ed il pentagramma con la suggestione e la forza della radio. Un omaggio all’inno che ha unito l’Italia" e che è possibile rivedere grazie a Radio1 che ha seguito la serata.
Vi lascio un video con alcune immagini e l'intervista dal backstage della serata, in cui Allevi ci racconta il suo approccio all'Inno Nazionale e il grandissimo onore di partecipare a un evento così prestigioso.
Sapevate che l'Inno di Mameli si chiama "Canto degli Italiani"? Che fu scritto nel 1847? E che fu grazie all'immediatezza dei versi e all'impeto della melodia che diventò il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi, tanto che Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani - e non alla Marcia Reale - il compito di simboleggiare la nostra Patria?
Trovate queste e tante altre interessantissime informazioni sulla pagina ufficiale dell'Inno, insieme ovviamente al testo completo e commentato.
E ascoltate questa versione: è una registrazione storica del 1961.
Sapete che poco più di un anno fa questo stesso inno è stato "reinterpretato" per diventare la colonna sonora di uno spot pubblicitario? Guardatelo:
I fratelli diventano sorelle, che si svegliano e si mettono un casco al posto dell'elmo; la Vittoria diventa il nome di una bimba con una folta chioma.
Cosa ne pensate?
...e soprattutto... "L'Italia s'è desta"?
mercoledì 2 febbraio 2011
Se non ora, quando?
Quest'Italia non è un Paese per donne.
È un paese che sembra un brutto film degli anni Cinquanta.
È un paese che sembra un brutto film degli anni Cinquanta.
Per contrastare l'immagine delle donne creata e diffusa da ben noti "vitelloni" (ogni riferimento a uomini incapaci e reali è puramente casuale), la regista di questo spot, Francesca Comencini, e la sua protagonista, Angela Finocchiaro, invitano le donne italiane a manifestare il 13 febbraio 2011 mostrando "nude... le proprie facce". Il perché della manifestazione, di cui parla anche la Repubblica in questo articolo, è spiegato in una chiara lettera aperta:
"L’enorme maggioranza delle donne in Italia lavora, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni, nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono.
Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che, va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia, hanno costruito la nazione democratica.
Per tutto questo non è più tollerabile la ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni scintillanti mete e facili guadagni attraverso il degrado di sé.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando in maniera irreparabile la convivenza della nazione e l’immagine stessa in cui dovrebbe rispecchiarsi la sua coscienza civile e religiosa.
Così senza rendercene quasi conto, abbiamo travolto la soglia del comune senso della decenza.
Il modello di vita e di relazione tra donne e uomini, espresso dalla figura che occupa uno dei vertici dello stato, induce un corrompimento delle coscienze di cui si avverte ormai la terribile profondità.
Se gli uomini vogliono continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private tale stato di cose, lo facciano a loro vergogna.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore del nostro comune sesso e di non assistere passivamente allo scempio della loro, della nostra dignità."
Speriamo solo che alla manifestazione non si unisca il Cavaliere, che come si sa è un grande amico ed estimatore delle donne, con questa bandiera...
lunedì 24 gennaio 2011
Italia unita e divisa - seconda parte
Ormai siamo entrati nel 2011, l'anno delle celebrazioni per il 150º anniversario dell'unità d'Italia. Il 17 marzo gli italiani a quanto pare avranno qualcosa da festeggiare... cantando insieme "Bella ciao" e "Giovinezza"? Spero proprio di no.
Qui sul blog ne abbiamo già parlato, dell'unità d'Italia, qualche tempo fa: trovate la prima parte nel post del 26.10.10.
Oggi invece vorrei segnalarvi un curioso cruciverba a tema, provate a risolverlo!

E poi continuare invitandovi alla riflessione: com'è cambiata in questi 150 anni l'immagine che l'Italia ha dato di sé all'estero?
(per esempio: partiamo dalla moda, un modello di eleganza e stile, e arriviamo a Berlusconi...)
Qualcosa abbiamo già visto insieme in un mio post del 2010.
Ora ci aiuta a capirlo meglio anche un articolo della Repubblica, citato da un altro blog amico (i cui aggiornamenti, vi ricordo, trovate sempre disponibili nella colonna qui a destra).
Io invece, soprattutto in questi giorni, preferisco non esprimermi oltre...
Qui sul blog ne abbiamo già parlato, dell'unità d'Italia, qualche tempo fa: trovate la prima parte nel post del 26.10.10.
Oggi invece vorrei segnalarvi un curioso cruciverba a tema, provate a risolverlo!
E poi continuare invitandovi alla riflessione: com'è cambiata in questi 150 anni l'immagine che l'Italia ha dato di sé all'estero?
(per esempio: partiamo dalla moda, un modello di eleganza e stile, e arriviamo a Berlusconi...)
Qualcosa abbiamo già visto insieme in un mio post del 2010.
Ora ci aiuta a capirlo meglio anche un articolo della Repubblica, citato da un altro blog amico (i cui aggiornamenti, vi ricordo, trovate sempre disponibili nella colonna qui a destra).
Io invece, soprattutto in questi giorni, preferisco non esprimermi oltre...
giovedì 20 gennaio 2011
Le figurine Panini: ce l'ho, manca...
La storia del successo della famiglia Panini è legata indissolubilmente alla famosa raccolta di figurine – in primo luogo quelle dei calciatori – a partire dai primi anni Sessanta. Un articolo del Corriere della Sera ripercorre questa storia in occasione del cinquantesimo anniversario dell'uscita del primo album e ci propone il breve video "Cinquant'anni di calcio e ricordi" (guardatelo!) che ripercorre la storia di questo successo tra immagini e interviste. "Volevamo la felicità dei bambini", dice Umberto Panini, indicando la chiave dell'inatteso successo.
Come già hanno scritto qualche tempo fa gli amici di Chiodo sc(hi)accia chiodo',
"La figurina, assieme alla cugina cartolina postale, è stata il primo mass-medium visuale del Novecento, popolare, ubiquo, persuasivo. Nel '61 Giuseppe e i suoi fratelli Benito, Franco e Cosimo stamparono la faccia onesta e pacifica di Bruno Bolchi in maglia nerazzurra, il primo di migliaia di calciatori da incollare. Oggigiorno l'album dei calciatori Panini è compagno fedele di scuola, luogo in cui, durante l'intervallo i ragazzini barattano le figurine durante la ricreazione con la litania del 'cel'ho- cel'ho- manca' ".
"La figurina, assieme alla cugina cartolina postale, è stata il primo mass-medium visuale del Novecento, popolare, ubiquo, persuasivo. Nel '61 Giuseppe e i suoi fratelli Benito, Franco e Cosimo stamparono la faccia onesta e pacifica di Bruno Bolchi in maglia nerazzurra, il primo di migliaia di calciatori da incollare. Oggigiorno l'album dei calciatori Panini è compagno fedele di scuola, luogo in cui, durante l'intervallo i ragazzini barattano le figurine durante la ricreazione con la litania del 'cel'ho- cel'ho- manca' ".
Un gioco che per tanti adulti è un ricordo magico legato a emozioni e sensazioni passate, e che da oggi viene allargato all'ambito della moderna comunicazione digitale, con applicazioni sul sito Web della Panini che consentono di personalizzare le immagini dei giocatori, fino a sofisticate applicazioni per iPhone e iPad.
lunedì 17 gennaio 2011
Milano, Milano una bella città.
Da piccola, giocando, usavo a volte questa filastrocca per fare la conta e decidere a chi toccava: "Milano, Milano una bella città, si beve si canta l'amore si fa. Hai visto mio marito? Sì. Di che colore era vestito? N-E-R-O." E si cominciava a contare...
Il NY Times lo scopre solo ora, che Milano è davvero bella. Meglio tardi che mai. La piazza infatti al quinto posto nella classifica dei 41 luoghi da visitare nel 2011. Si fanno eco della notizia numerose pagine di riviste e giornali: per esempio quelle del quotidiano Il Giornale (se per caso volete esercitarvi anche con l'inglese, fatelo qui leggendo l'articolo originale).
Cosa ci offre Milano, oltre la moda e lo shopping?
Per cominciare il Duomo, di cui potete fare subito un tour virtuale, con facciata e vetrate recentemente restaurate,
il Castello Sforzesco,
il Teatro alla Scala e l'omonima piazza;
tra i musei ci sono da visitare il nuovissimo Museo del Novecento, inaugurato lo scorso dicembre,
e la Triennale, dove Borsalino espone fino a marzo, molti dei suoi cappelli più famosi, legati al mondo del cinema.
E ancora, il Cenacolo vinciano (meglio conosciuto come L'Ultima Cena di Leonardo) e la basilica di S.Ambrogio,
e la zona dei Navigli, lungo i quali si può passeggiare godendosi l'atmosfera artistica di giorno, mentre di notte avremo solo l'imbarazzo della scelta tra bar, locali e ristoranti tipici, musica dal vivo...
Non solo passeggiare: lungo i Naviglio si possono anche fare splendide escursioni in barca.
Ovviamente, non è tutto. Ma per oggi basta.
Insomma, credo che potrebbe davvero essere la meta migliore per il nostro viaggio scolastico di quest'anno, a maggio: voi cosa ne pensate?
Il NY Times lo scopre solo ora, che Milano è davvero bella. Meglio tardi che mai. La piazza infatti al quinto posto nella classifica dei 41 luoghi da visitare nel 2011. Si fanno eco della notizia numerose pagine di riviste e giornali: per esempio quelle del quotidiano Il Giornale (se per caso volete esercitarvi anche con l'inglese, fatelo qui leggendo l'articolo originale).
Cosa ci offre Milano, oltre la moda e lo shopping?
Per cominciare il Duomo, di cui potete fare subito un tour virtuale, con facciata e vetrate recentemente restaurate,
il Castello Sforzesco,
il Teatro alla Scala e l'omonima piazza;
tra i musei ci sono da visitare il nuovissimo Museo del Novecento, inaugurato lo scorso dicembre,
e la Triennale, dove Borsalino espone fino a marzo, molti dei suoi cappelli più famosi, legati al mondo del cinema.
E ancora, il Cenacolo vinciano (meglio conosciuto come L'Ultima Cena di Leonardo) e la basilica di S.Ambrogio,
e la zona dei Navigli, lungo i quali si può passeggiare godendosi l'atmosfera artistica di giorno, mentre di notte avremo solo l'imbarazzo della scelta tra bar, locali e ristoranti tipici, musica dal vivo...
Non solo passeggiare: lungo i Naviglio si possono anche fare splendide escursioni in barca.
Ovviamente, non è tutto. Ma per oggi basta.
Insomma, credo che potrebbe davvero essere la meta migliore per il nostro viaggio scolastico di quest'anno, a maggio: voi cosa ne pensate?
giovedì 13 gennaio 2011
Ferrari? No, grazie.
Oggi parliamo della mitica 500, la più amata dagli italiani, un'auto la cui storia scorre parallela a quella dell'Italia del secondo dopoguerra.
Per celebrare l'anniversario dell'unità nazionale, la rivista L'Espresso ha giocato con un elenco di 'cose italiane', pescando nella storia industriale, culturale, sportiva e popolare del nostro Paese. Una sorta di inventario con cui raccontare l'Italia attraverso i suoi oggetti. E la Cinquecento è presente all'appello.
Un'auto creata dalla gente per la gente, "superutilitaria" e concorrenziale nel prezzo: in totale, considerando tutti i suoi modelli prodotti, ne sono stati venduti venduti quasi 5 milioni di esemplari. Un'auto che ha fatto parecchia strada e che dal mese di dicembre 2010 è disponibile anche in una nuova versione bicolore bianca e rossa. Questa inedita combinazione richiama il mondo retrò delle macchine americane anni '50 e l'arte Pop ed è solo la prima di una serie bicolore che sarà lanciata nei prossimi mesi.Offre oggi infinite possibilità di personalizzazione e un motore a benzina tra i più “ecologici” al mondo: per esempio, una funzione di serie lo spegne automaticamente quando ci si ferma nel traffico o al semaforo, e i suoi consumi sono così ridotti che se tutti lo avessimo sarebbe come piantare ognuno 30 alberi.
E non ha niente da invidiare ai bolidi di F1: guardate un po' come si cimenta sul famoso circuito italiano del Mugello!
lunedì 10 gennaio 2011
L'Epifania... tutte le feste si è portata via
Il giorno 6 gennaio, mentre in Spagna si celebrava l'arrivo dei Re Magi, in Italia con la visita della Befana si cominciavano a riporre gli addobbi natalizi negli scatoloni, dove rimarranno fino al prossimo dicembre.
Le vacanze sono finite, si torna a scuola e al lavoro... Beh, quest'anno a dire il vero siamo stati così buoni da meritare qualcosa in più oltre ai dolci o al carbone. Molte scuole infatti hanno fatto il ponte regalandoci ancora qualche giorno di riposo: è bastato unire la giornata di festa dell'Epifania alla domenica e riaprire il 10 gennaio!
Ma sapete chi è questa Befana di cui tanto si parla e si scrive?
Numerose pagine e blog amici ci vengono in aiuto e lo raccontano. Provate digitare "Befana" nel motore di ricerca di questo blog (in alto, in cima alla colona di destra, dove c'è scritto "Cerca nel blog"; poi la sezione "Collegato da qui"). Per esempio Zanichelli ce lo spiega, Noi parliamo italiano pubblica una poesia di Pascoli a lei dedicata, Impariamo l'italiano ci propone su Facebook, tra i tanti contenuti utili, un paio di interessanti spezzoni tratti da Rai 1: il primo racconta storia e tradizioni della Befana, mentre nel servizio del telegiornale (TG1) vediamo come tradizioni e beneficenza si uniscono in moto a Milano mentre in Veneto trionfano i roghi delle streghe.
E io cosa vi regalo?
Prima di rincominciare con il tran tran quotidiano invito studenti e colleghi a navigare tra le numerose sezioni del blog e scoprire l'aggiunta di alcuni link utili.
E per chiudere in musica, un video in ricordo di queste feste e del successo della festa di Natale celebrata nella nostra scuola.
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