lunedì 21 febbraio 2011

Perché Sanremo è Sanremo...


Ho deciso di dedicare al festival appena concluso il nuovo post. Ovviamente non sono né la prima, né l'unica, né sarò l'ultima... e anche per questo preferisco indicarvi un percorso attraverso le parole di altri, piuttosto che ripeterle.



Vi chiedo di cominciare leggendo quest'esaustivo articolo di colleghi che mi hanno preceduta di poco.

Poi vediamo insieme: cos'è il Festival?

"Uno degli spettacoli canori più popolari in Italia", scrivono i colleghi di Italian News Clicks. I critici a dire il vero dicono che ogni nuova edizione fa rimpiagere la precedente... sarà proprio per questo motivo che io da anni non lo guardo più? E voi lo avete visto? Perché?
In ogni caso, potete guardarlo ora, sul sito di Rai1.
E visto che si tratta di canzoni, vi invito almeno ad ascoltate i brani che hanno vinto quest'anno, entrambi dedicati all'amore-molto originale l'argomento, no?

Roberto Vecchioni con "Chiamami ancora amore"



e Raphael Gualazzi con "Follia d'amore" nella categoria "giovani"



Qualcun'altro (mi dispiace, ma ora non ricordo chi) ha definito Sanremo "una grande narrazione" che riassume la nostra storia: come il memorabile monologo di Roberto Benigni, che ha dedicato 52 minuti più seri del solito a parlarci dell'Inno di Mameli e del Risorgimento. Interessante la lettura che ne fa Magnablog; in ogni caso, prima della visione diretta del suo intervento al Festival, vi consiglio di rivedere il recente post "Fratelli e sorelle d'Italia" profeticamente dedicato allo stesso argomento. Poi giudicate un po' voi.




Ispirata da un altro blog, concludo con una citazione:
“Se noi dobbiamo risvegliarci una volta e riprendere lo spirito di nazione il nostro primo moto deve essere non la superbia, né la stima delle cose nostre presenti, ma la vergogna.”

Questo lo ha scritto, centottant'anni fa, Giacomo Leopardi. E io lo ripeto, modificando la domanda (l'Italia, s'è desta?) in un'esortazione.

 
 
Italia, sveglia!

lunedì 14 febbraio 2011

Venezia a 360º



Ocholeguas.com ci offre la possibilità unica di poter viaggiare comodamente seduti davanti allo schermo, muovendoci come vogliamo. Stanno pubblicando una serie di splendide immagini interattive a 360 gradi, facendoci viaggiare nello spazio e nel tempo. E la prima città che possiamo visitare in questo modo affascinante e meraviglioso è Venezia, la Serenissima.


Cammina in lungo e in largo per Piazza San Marco, 
http://www.flickr.com/photos/23277160@N04/4964580341)
attraversa il Ponte di Rialto,
(Attribution: 'Rialto Bridge'
http://www.flickr.com/photos/45383134@N00/2037042691)

naviga per i canali senza bisogno di una gondola,
 (Attribution: 'Venice 02'
http://www.flickr.com/photos/50135984@N00/1422925319)
 
fermati un momento in un salottino del Café Florian,
 (Attribution: 'Interior del Florian'
http://www.flickr.com/photos/37781180@N00/3005437951)

o passeggia di fronte all'Accademia.

Il tutto con il vantaggio di essere solo invece che in mezzo a un sacco di turisti, e senza il rischio di trovarti con l'acqua alta. Basta solo avere tempo e voglia di fare qualche click sui link che vi ho trascritto.

giovedì 10 febbraio 2011

Un posto al sole

Ciao a tutti, visto che a lezione in questi giorni studiamo il passato, ho pensato di scrivere un po'. Oggi vi parlo di una serie tv che io guardo, ma che di solito, per le sue caratteristiche si chiama Soap Opera, cioè una serie tv, di lunga durata, che si chiama UN POSTO AL SOLE (UPAS in avanti).


UN POSTO AL SOLE è stata la prima soap opera prodotta in Italia, e anche quella che fino ad oggi ha raggiunto più puntate, lo scorso aprile è arrivata alle 3000 puntate.
La soap è nata nell'ottobre del 1996 e raccontava le vicende degli abitanti di Palazzo Palladini, situato a Posillipo di fronte al vulcano Vesuvio di Napoli.


 Questo palazzo aparteneva al Conte Giacomo che abitava in uno degli appartamenti, ma propio nella prima puntata muore lasciandolo a sua figlia Anna, della quale viene a sapare che è sua figlia poco prima della morte.
 Anna si trasferisce al Palazzo insieme ai suoi amici. Lì si innamora del nipote del Conte, con il quale ha avuto una storia d'amore, ma dopo tante avventure.

 In questi primi anni UPAS si è occupato varie volte di diversi temi sociali, che raccontavano in parte la realtà di Napoli, eccone alcuni:
 1- Camorra: Nel 1998 e per vari messi, le imprese dei Palladini sono state sotto l'occhio dei Morraca una famiglia di Camorristi. Anche uno dei personaggi é stato ucciso per non rispettare gli ordini della famiglia.
 2- Adozione: Qui si racconta da anni la storia di un bambino della Bulgaria che arriva in Italia ed è adottato dalla famiglia Poggi, oggi questo ragazzo va all'Universitá.
3- Tossicodipendenza: Soprattutto all'inizio c'era Luca, il dottore del Palazzo, al quale il giorno delle nozze viene uccisa la fidanzata, e per molti mesi ha grossi problemi con l'alcolismo. Anche il giovane Diego ha avuto grossi problemi con la droga, perché ha fatto uso di cocaina.
4- Delinquenza: Questo argomento è stato sempre presente nella soap, sia per quella giovanile, che per gli stupri nelle strade della cittá. Anche Rita, la moglie del portiere del Palazzo, é stata ucissa dopo aver dichiarato per far arrestare un giovane delinquente.

La soap dopo l'anno 2003 é molto cambiata per assomigliare alle soap degli Stati Uniti, che tanto ascolto hanno in Italia. UPAS viene tramessa alla 19:35 circa (ora delle Isole Canarie) su RAI 3. I primi anni andava in onda alle 18:30 H, poi una puntata di 2 ore la domenica, fino a che nel 2000 rimane sempre alle 19:35, e dura 25 minuti dal lunedì al martedì.
Nelle prime 3 stagioni TV, non aveva la pubblicità, ma dopo l'anno 2000 viene interrotta dopo i primi 5-7 minuti per fare degli spot pubblicitari.



La prossima volta vi scriverò del mio personaggio preferito, cioè il portiere Raffaele.

lunedì 7 febbraio 2011

Fratelli e sorelle d'Italia

Per festeggiare l'anniversario dei 150 anni di unità, in Italia abbondano le manifestazioni e celebrazioni istituzionali.

Chi in questi giorni guarda la TV italiana vede questo filmato che festeggia attraverso il motto: "Nata per unire", sulle note fischiettate dell'inno nazionale.




Lunedì 31 gennaio 2011, al Teatro Gobetti di Torino (luogo dove l'inno nazionale fu suonato per la prima volta), l'orchestra sinfonica nazionale della Rai ha suonato "Fratelli d'Italia" diretta dal maestro Giovanni Allevi. "Un viaggio lungo 150 anni tra le righe ed il pentagramma con la suggestione e la forza della radio. Un omaggio all’inno che ha unito l’Italia" e che è possibile rivedere grazie a Radio1 che ha seguito la serata.



Vi lascio un video con alcune immagini e l'intervista dal backstage della serata, in cui Allevi ci racconta il suo approccio all'Inno Nazionale e il grandissimo onore di partecipare a un evento così prestigioso.


Sapevate che l'Inno di Mameli si chiama "Canto degli Italiani"? Che fu scritto nel 1847? E che fu grazie all'immediatezza dei versi e all'impeto della melodia che diventò il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi, tanto che Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani - e non alla Marcia Reale - il compito di simboleggiare la nostra Patria?
Trovate queste e tante altre interessantissime informazioni sulla pagina ufficiale dell'Inno, insieme ovviamente al testo completo e commentato.
E ascoltate questa versione: è una registrazione storica del 1961.


Sapete che poco più di un anno fa questo stesso inno è stato "reinterpretato" per diventare la colonna sonora di uno spot pubblicitario? Guardatelo:



I fratelli diventano sorelle, che si svegliano e si mettono un casco al posto dell'elmo; la Vittoria diventa il nome di una bimba con una folta chioma.

Cosa ne pensate?

...e soprattutto... "L'Italia s'è desta"?

mercoledì 2 febbraio 2011

Se non ora, quando?

Quest'Italia non è un Paese per donne.
È un paese che sembra un brutto film degli anni Cinquanta.


Per contrastare l'immagine delle donne creata e diffusa da ben noti "vitelloni" (ogni riferimento a uomini incapaci e reali è puramente casuale), la regista di questo spot, Francesca Comencini, e la sua protagonista, Angela Finocchiaro, invitano le donne italiane a manifestare il 13 febbraio 2011 mostrando "nude... le proprie facce". Il perché della manifestazione, di cui parla anche la Repubblica in questo articolo, è spiegato in una chiara lettera aperta:

"L’enorme maggioranza delle donne in Italia lavora, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.
Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle  associazioni, nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono.
Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che, va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia, hanno costruito la nazione democratica.
Per tutto questo non è più tollerabile la ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione  delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale.
Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni scintillanti mete e facili guadagni attraverso il degrado di sé.
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando in maniera irreparabile la convivenza della nazione e l’immagine stessa in cui dovrebbe rispecchiarsi la sua coscienza civile e religiosa.
Così senza rendercene quasi conto, abbiamo travolto la soglia del comune senso della decenza.
Il modello di vita e di relazione tra donne e uomini, espresso dalla figura che occupa uno dei vertici dello stato, induce un corrompimento delle coscienze di cui si avverte ormai la terribile profondità.
Se gli uomini vogliono continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private tale stato di cose, lo facciano a loro vergogna.
Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore del nostro comune sesso e di non assistere passivamente allo scempio  della loro, della nostra dignità."

Speriamo solo che alla manifestazione non si unisca il Cavaliere, che come si sa è un grande amico ed estimatore delle donne, con questa bandiera...